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22.09.2026 09:07
firma Luca Meco

di Luca Meco      
roma@vivere.it 

 


Redattore specializzato in attualità, lifestyle, trend urbani e trasformazioni sociali.

Ostiense: il Gazometro, i murales e la street art

Ostiense: il Gazometro, i murales e la street art

Ostiense a Roma: la storia del Gazometro, la Centrale Montemartini, i murales come Hunting Pollution e come arrivare in metro.

Chi attraversa il Ponte di Ferro verso Ostiense incontra prima di tutto la sagoma cilindrica del Gazometro, alto quasi 90 metri, soprannominato dai romani "Colosseo industriale". Il quartiere, nato a inizio Novecento come area industriale, oggi è tra i più creativi della città.

Aggiornata al 22 settembre 2026.

In sintesi

  • Il Gazometro fu costruito tra il 1935 e il 1937, con una portata di 200.000 metri cubi di gas
  • Il quartiere nasce a inizio Novecento per volontà del sindaco Ernesto Nathan, con porto fluviale, Mercati Generali e stabilimento del gas
  • La Centrale Montemartini, ex centrale elettrica, ospita oggi statue antiche accanto a turbine d'epoca
  • Da vedere il murale "Hunting Pollution" di Iena Cruz, in via del Porto Fluviale
  • Come arrivare: metro B, fermate Piramide o Garbatella

(fonte: turismoroma.it)

Il Gazometro, dalla produzione di gas all'icona del quartiere

La struttura visibile oggi fu costruita tra il 1935 e il 1937 dalla società genovese Ansaldo, insieme alla tedesca Klönne Dortmund, utilizzando 3.000 tonnellate di lamiere e profilati; con oltre 1.500 pali infissi nel terreno, secondo quanto riportato da Roma Capitale. Al momento dell'entrata in funzione, il 13 luglio 1937, era il più grande d'Europa.

Il Gazometro serviva per immagazzinare il gas cittadino, gestendone produzione e consumo; era preceduto da tre gazometri minori, costruiti tra il 1910 e il 1912 dalla londinese Samuel Cuttler & Sons. Con la diffusione del metano, a partire dagli anni Sessanta, la struttura fu progressivamente dismessa, restando comunque un simbolo indiscusso del paesaggio urbano.

Un quartiere industriale nato con la giunta Nathan

La trasformazione dell'area in polo produttivo avviene nei primi anni del Novecento, sotto la sindacatura di Ernesto Nathan, dal 1907 al 1913. Risalgono a quegli anni il porto fluviale con gli annessi Mercati Generali, la centrale termoelettrica Montemartini, lo stabilimento del gas con il suo gazometro, oltre agli impianti Mira Lanza e ai Molini Biondi.

Oggi la Centrale Montemartini, ex centrale termoelettrica, ospita una collezione di sculture antiche esposte accanto alle turbine e ai macchinari originali dell'impianto: un contrasto tra archeologia classica e archeologia industriale che resta uno dei musei più originali di Roma.

I murales e la street art di Ostiense

Tra via del Porto Fluviale e via del Gazometro si trova "Hunting Pollution", il grande murale realizzato da Iena Cruz, al secolo Federico Massa, che raffigura un airone tricolore; l'opera è stata realizzata con pitture eco-sostenibili in grado di ridurre gli inquinanti atmosferici presenti sulla superficie. È uno dei murales più fotografati del quartiere, insieme ad altri interventi di street art che animano le facciate industriali tra Ostiense e la Garbatella.

Come arrivare

Ostiense si raggiunge comodamente con la metro B, fermate Piramide o Garbatella, entrambe a breve distanza a piedi dal Gazometro e dalla Centrale Montemartini.

Domande frequenti

D: Quanto è alto il Gazometro di Roma?
R: Quasi 90 metri, con un diametro di circa 63 metri.

D: Cosa si vede alla Centrale Montemartini?
R: Statue antiche esposte accanto a turbine e macchinari d'epoca della vecchia centrale elettrica.

D: Dove si trova il murale Hunting Pollution?
R: Tra via del Porto Fluviale e via del Gazometro, a Ostiense.

D: Come si arriva a Ostiense in metro?
R: Con la metro B, fermate Piramide o Garbatella.

Fonti ufficiali

Aprilo qui https://vivere.me/g82n
ATTUALITà

Ostiense: il Gazometro, i murales e la street art

Ostiense: il Gazometro, i murales e la street art

Ostiense, Roma: il Gazometro, alto quasi 90 m e costruito nel 1935–37, immagazzinava gas; quartiere nato agli inizi del Novecento con porto, Mercati Generali e la Centrale Montemartini. Oggi tra i simboli della street art, con murales come Hunting Pollution di Iena Cruz, e museo dove antichità convivono con turbine industriali. Raggiungibile in metro B (Piramide o Garbatella).

Ostiense a Roma: la storia del Gazometro, la Centrale Montemartini, i murales come Hunting Pollution e come arrivare in metro.

Chi attraversa il Ponte di Ferro verso Ostiense incontra prima di tutto la sagoma cilindrica del Gazometro, alto quasi 90 metri, soprannominato dai romani "Colosseo industriale". Il quartiere, nato a inizio Novecento come area industriale, oggi è tra i più creativi della città.

Aggiornata al 22 settembre 2026.

In sintesi

  • Il Gazometro fu costruito tra il 1935 e il 1937, con una portata di 200.000 metri cubi di gas
  • Il quartiere nasce a inizio Novecento per volontà del sindaco Ernesto Nathan, con porto fluviale, Mercati Generali e stabilimento del gas
  • La Centrale Montemartini, ex centrale elettrica, ospita oggi statue antiche accanto a turbine d'epoca
  • Da vedere il murale "Hunting Pollution" di Iena Cruz, in via del Porto Fluviale
  • Come arrivare: metro B, fermate Piramide o Garbatella

(fonte: turismoroma.it)

Il Gazometro, dalla produzione di gas all'icona del quartiere

La struttura visibile oggi fu costruita tra il 1935 e il 1937 dalla società genovese Ansaldo, insieme alla tedesca Klönne Dortmund, utilizzando 3.000 tonnellate di lamiere e profilati; con oltre 1.500 pali infissi nel terreno, secondo quanto riportato da Roma Capitale. Al momento dell'entrata in funzione, il 13 luglio 1937, era il più grande d'Europa.

Il Gazometro serviva per immagazzinare il gas cittadino, gestendone produzione e consumo; era preceduto da tre gazometri minori, costruiti tra il 1910 e il 1912 dalla londinese Samuel Cuttler & Sons. Con la diffusione del metano, a partire dagli anni Sessanta, la struttura fu progressivamente dismessa, restando comunque un simbolo indiscusso del paesaggio urbano.

Un quartiere industriale nato con la giunta Nathan

La trasformazione dell'area in polo produttivo avviene nei primi anni del Novecento, sotto la sindacatura di Ernesto Nathan, dal 1907 al 1913. Risalgono a quegli anni il porto fluviale con gli annessi Mercati Generali, la centrale termoelettrica Montemartini, lo stabilimento del gas con il suo gazometro, oltre agli impianti Mira Lanza e ai Molini Biondi.

Oggi la Centrale Montemartini, ex centrale termoelettrica, ospita una collezione di sculture antiche esposte accanto alle turbine e ai macchinari originali dell'impianto: un contrasto tra archeologia classica e archeologia industriale che resta uno dei musei più originali di Roma.

I murales e la street art di Ostiense

Tra via del Porto Fluviale e via del Gazometro si trova "Hunting Pollution", il grande murale realizzato da Iena Cruz, al secolo Federico Massa, che raffigura un airone tricolore; l'opera è stata realizzata con pitture eco-sostenibili in grado di ridurre gli inquinanti atmosferici presenti sulla superficie. È uno dei murales più fotografati del quartiere, insieme ad altri interventi di street art che animano le facciate industriali tra Ostiense e la Garbatella.

Come arrivare

Ostiense si raggiunge comodamente con la metro B, fermate Piramide o Garbatella, entrambe a breve distanza a piedi dal Gazometro e dalla Centrale Montemartini.

Domande frequenti

D: Quanto è alto il Gazometro di Roma?
R: Quasi 90 metri, con un diametro di circa 63 metri.

D: Cosa si vede alla Centrale Montemartini?
R: Statue antiche esposte accanto a turbine e macchinari d'epoca della vecchia centrale elettrica.

D: Dove si trova il murale Hunting Pollution?
R: Tra via del Porto Fluviale e via del Gazometro, a Ostiense.

D: Come si arriva a Ostiense in metro?
R: Con la metro B, fermate Piramide o Garbatella.

Fonti ufficiali


Ostiense: il Gazometro, i murales e la street art
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Ostiense: il Gazometro, i murales e la street art

22.09.2026 09:07 3
articolo

di Luca Meco      
roma@vivere.it 

 


Redattore specializzato in attualità, lifestyle, trend urbani e trasformazioni sociali.

Ostiense, Roma: il Gazometro, alto quasi 90 m e costruito nel 1935–37, immagazzinava gas; quartiere nato agli inizi del Novecento con porto, Mercati Generali e la Centrale Montemartini. Oggi tra i simboli della street art, con murales come Hunting Pollution di Iena Cruz, e museo dove antichità convivono con turbine industriali. Raggiungibile in metro B (Piramide o Garbatella).

Ostiense a Roma: la storia del Gazometro, la Centrale Montemartini, i murales come Hunting Pollution e come arrivare in metro.

Chi attraversa il Ponte di Ferro verso Ostiense incontra prima di tutto la sagoma cilindrica del Gazometro, alto quasi 90 metri, soprannominato dai romani "Colosseo industriale". Il quartiere, nato a inizio Novecento come area industriale, oggi è tra i più creativi della città.

Aggiornata al 22 settembre 2026.

In sintesi

  • Il Gazometro fu costruito tra il 1935 e il 1937, con una portata di 200.000 metri cubi di gas
  • Il quartiere nasce a inizio Novecento per volontà del sindaco Ernesto Nathan, con porto fluviale, Mercati Generali e stabilimento del gas
  • La Centrale Montemartini, ex centrale elettrica, ospita oggi statue antiche accanto a turbine d'epoca
  • Da vedere il murale "Hunting Pollution" di Iena Cruz, in via del Porto Fluviale
  • Come arrivare: metro B, fermate Piramide o Garbatella

(fonte: turismoroma.it)

Il Gazometro, dalla produzione di gas all'icona del quartiere

La struttura visibile oggi fu costruita tra il 1935 e il 1937 dalla società genovese Ansaldo, insieme alla tedesca Klönne Dortmund, utilizzando 3.000 tonnellate di lamiere e profilati; con oltre 1.500 pali infissi nel terreno, secondo quanto riportato da Roma Capitale. Al momento dell'entrata in funzione, il 13 luglio 1937, era il più grande d'Europa.

Il Gazometro serviva per immagazzinare il gas cittadino, gestendone produzione e consumo; era preceduto da tre gazometri minori, costruiti tra il 1910 e il 1912 dalla londinese Samuel Cuttler & Sons. Con la diffusione del metano, a partire dagli anni Sessanta, la struttura fu progressivamente dismessa, restando comunque un simbolo indiscusso del paesaggio urbano.

Un quartiere industriale nato con la giunta Nathan

La trasformazione dell'area in polo produttivo avviene nei primi anni del Novecento, sotto la sindacatura di Ernesto Nathan, dal 1907 al 1913. Risalgono a quegli anni il porto fluviale con gli annessi Mercati Generali, la centrale termoelettrica Montemartini, lo stabilimento del gas con il suo gazometro, oltre agli impianti Mira Lanza e ai Molini Biondi.

Oggi la Centrale Montemartini, ex centrale termoelettrica, ospita una collezione di sculture antiche esposte accanto alle turbine e ai macchinari originali dell'impianto: un contrasto tra archeologia classica e archeologia industriale che resta uno dei musei più originali di Roma.

I murales e la street art di Ostiense

Tra via del Porto Fluviale e via del Gazometro si trova "Hunting Pollution", il grande murale realizzato da Iena Cruz, al secolo Federico Massa, che raffigura un airone tricolore; l'opera è stata realizzata con pitture eco-sostenibili in grado di ridurre gli inquinanti atmosferici presenti sulla superficie. È uno dei murales più fotografati del quartiere, insieme ad altri interventi di street art che animano le facciate industriali tra Ostiense e la Garbatella.

Come arrivare

Ostiense si raggiunge comodamente con la metro B, fermate Piramide o Garbatella, entrambe a breve distanza a piedi dal Gazometro e dalla Centrale Montemartini.

Domande frequenti

D: Quanto è alto il Gazometro di Roma?
R: Quasi 90 metri, con un diametro di circa 63 metri.

D: Cosa si vede alla Centrale Montemartini?
R: Statue antiche esposte accanto a turbine e macchinari d'epoca della vecchia centrale elettrica.

D: Dove si trova il murale Hunting Pollution?
R: Tra via del Porto Fluviale e via del Gazometro, a Ostiense.

D: Come si arriva a Ostiense in metro?
R: Con la metro B, fermate Piramide o Garbatella.

Fonti ufficiali

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